Complesso monumentale di San Salvatore e Museo Santa Giulia: un viaggio nella storia dall’antichità fino ad oggi nel museo cittadino di Brescia
14.000 metri quadrati, 12.000 opere esposte in ordine cronologico e tematico partendo dalla preistoria fino all’epoca rinascimentale: il museo Santa Giulia, allestito in un complesso monastico di origine longobarda, quello di San Salvatore, è unico nel suo genere. Un viaggio nella storia bresciana, fra arte e spiritualità, che dal 2011, assieme al parco archeologico, appartiene alla Lista del Patrimonio mondiale promossa dall’UNESCO.
Costruito per volere dell'ultimo re longobardo Desiderio, duca di Brescia, il complesso monumentale nasce come monastero benedettino femminile. La struttura, dedicata a San Salvatore, è oggi il risultato di testimonianze rare e affascinanti, un richiamo alla fede e alla storia bresciana narrata da opere dal valore universale, edifici perfettamente mantenuti e affreschi preservati con onore.
Reperti galli e longobardi, statue in bronzo e domus di epoca romana; e ancora, mosaici, affreschi e architetture romaniche e rinascimentali scorrono tra i corridoi del museo, definendo un percorso espositivo perfettamente organizzato che ne rispetti l'ordine cronologico.
L'itinerario di visita si snoda sia negli spazi monastici, rappresentati dalla basilica di San Salvatore, dal coro delle Monache, dalla chiesa di Santa Maria in Solario e della cappella di San Giovanni Battista, sia nelle edificazioni di origine romana, come le domus dell'Ortaglia e il Viridarium-Parco delle Sculture.
Dopo un tortuoso intervento di recupero e valorizzazione a seguito di una campagna d'indagine archeologica, il museo, così come si mostra oggi, ha aperto le porte al pubblico per la prima volta solo nel 1998. Gli scavi sono in costante aggiornamento, garantendo nuovi allestimenti, come quello che, a 25 anni dall'apertura, ha visto protagonista la sezione "L'età romana. La città".
La basilica di San Salvatore
Edificata nel 753 d.C. per volere del re Desiderio, la basilica ospitò le reliquie della Santa Giulia, dalla quale prende il nome il museo odierno. La struttura giace sui resti di una domus romana, su alcune rovine di età longobarda e su fondazioni di una chiesa ancora più antica. L'interno della basilica è diviso in tre navate sormontate da colonne di età romana, marmi policromi ornati da affascinanti capitelli e ricchi affreschi rappresentanti la natura e l'infanzia di Cristo. Alla base del campanile, costruito attorno al 1300, è possibile ammirare affreschi del Romanino. La facciata, parzialmente demolita nel 1466, permise la costruzione del coro delle Monache, mentre la cripta, dato il notevole numero di reliquie presenti, vide la sua nascita già nel il 762.

Il coro delle Monache
Luogo di culto in cui le monache benedettine del monastero potevano assistere alle funzioni religiose senza essere viste. Parte integrante del museo, l'ambiente è caratterizzato pareti riccamente decorate da affreschi. Fra le opere esposte si cita il capolavoro scultoreo Mausoleo Martinengo.
La chiesa di Santa Maria in Solario
Anch'essa luogo di culto dedicato alle monache, la struttura presenta due livelli collegati fra loro da una scaletta interna in muratura. Nel piano inferiore sono esposte importanti reliquie che costituivano il tesoro del monastero, come la Lipsanoteca, mentre il piano superiore è caratterizzato da una volta stellata affrescata da Floriano Ferramola, sotto la quale è possibile ammirare la meravigliosa Croce di Desiderio, un'opera di origine carolingia tutta in oro adornata da 212 gemme preziose.
La cappella di San Giovanni Battista
Unificata alla navata settentrionale della basilica di San Salvatore con uno spazio gemello adiacente, la cappella di San Giovanni Battista è tra le più antiche dell'intero complesso.
È caratterizzata da un serie di affreschi commissionati da Marcolo Petroni da Bernaggio attorno al 1375, figura di rilievo nel monastero e nella corte viscontea durante la dominazione milanese a Brescia, al Maestro di Lentate, artista anonimo attivo nella famiglia dei Visconti.
Dai dipinti emerge una tecnica raffinata assieme ad una sottile ricercatezza nella scelta dei colori, nell'organizzazione degli spazi e nella rappresentazione delle figure.
Gli affreschi sono stati recentemente oggetto di restauro grazie ad un'opera di finanziamento della regione Lombardia nel 2025.
Le domus dell'Ortaglia
Le domus, in uso dal I al IV secolo d.C., appartenevano ad un quartiere residenziale di epoca romana, situate ai piedi del colle Cidneo, tra l'area pubblica monumentale e le mura orientali di Brixia.
Oltre alle strutture murarie, oggi delle domus è possibile ammirare affreschi e mosaici in stile pompeiano assieme all'impianto di riscaldamento a parete e a pavimento, condutture in piombo e ricche fontane ornamentali, testimonianza dell'altro rango sociale e culturale dei proprietari.
Il Viridarium - Parco delle Sculture
Le domus disponevano di splendidi giardini. Gli scavi sono riusciti a riportarli alla luce, rivelando la storia dietro la cura che i romani mettevano in questi terreni: inizialmente, in epoca più antica, negli horti adiacenti alle case venivano coltivati alberi da frutto ed erbe aromatiche, sfruttandone più la produttività che la bellezza; successivamente i viridarium, arricchiti da fiori e specie arboree, divennero solo a scopo ornamentale e decorativo, abbandonando lo scopo produttivo.
Tramite una straordinaria opera di restauro, archeologi, botanici e architetti si sono cimentati nella realizzazione di uno spazio di 3000mq, visibile nell'area esterna ai resti delle domus dell'Ortiglia, in cui sono state piantate specie arboree utilizzate in epoca romana con scopi ornamentali, culinari e terapeutici, oltre ad alberi di frutto come la vite, il fico, il melo e il cotogno, il pero, il nespolo, insieme al susino, al pesco e al melograno, simboli della civiltà mediterranea.
Il corridoio UNESCO
Inaugurato nel 2003, per corridoio UNESCO s'intende una passeggiata monumentale unica e liberamente accessibile di circa un chilometro che collega il complesso museale all'area archeologica, descritta nell'articolo precedente. La camminata permette ai visitatori di ammirare le storiche architetture monumentali della città, partendo dall'epoca romana, passando per quella medievale fino a quella rinascimentale, in un percorso totalmente immersivo.
La visita del museo è possibile solo attraverso l'acquisto del biglietto (singolo o cumulativo con altri musei cittadini) in loco oppure al seguente link di riferimento:
Per orari, mostre ed eventi, è necessario consultare quest'altro link:




