Parco archeologico di Brescia: (ri)scoprire l’antica città romana di Brixia in uno dei siti patrimonio dell’UNESCO

06/05/2026

Secoli di storia si riversano nelle strette calle della città di Brescia. Contesa dal lago di Garda e da quello d'Iseo, accudita da 3 valli dalle forme e dai colori distinti (Valcamonica, Valsabbia e Valtrompia) e adagiata su fertili terreni, la Leonessa d'Italia è testimone di un progresso culturale cospicuo e un'importante eredità storica in un contesto ambientale e naturalistico vario e propizio che ha trovato la sua gratificazione nel 2011 con l'inserimento del complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia e il Parco Archeologico di Brescia romana della città nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco. In particolare, in questo articolo ci soffermeremo ad analizzare il ritratto storico dell'area archeologica, mentre il complesso museale verrà approfondito in un secondo momento.

Brixia - La (ri)scoperta della città romana

Il Parco archeologico di Brescia offre uno sguardo sull'antica città romana di Brixia grazie a un sito fra i più significativi e meglio conservati nel territorio italiano. L'area, abbandonata in età tardoantica, è stata oggetto di un'importante progetto di recupero archeologico e architettonico a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, grazie a una sottoscrizione cittadina. 

La campagna ha permesso la riscoperta di preziosi reperti, partendo da pochi elementi affioranti da qualche proprietà privata. Ciò che ne riemerse fu un patrimonio culturale unico e inimitabile, cuore ancora pulsante di una città che non ha mai smesso di raccontare la sua storia.

Un santuario di età repubblicana, un teatro, il foro, un tempio (il Capitolium) e la statua emblema della città (la Vittoria Alata) fra i più importanti ritrovamenti, senza contare le innumerevoli testimonianze di piccoli oggetti che, presi, restaurati e catalogati, è possibile oggi ammirare nei vari musei della città, come il sopracitato Museo Santa Giulia.

Il tempio Capitolino

Meglio conosciuto come Capitolium, il tempio fu edificato nel 73 d.C., sopra un precedente santuario del II secolo a.C., ed era dedicato al culto della triade divina Giove, Giunone e Minerva. 

Frammenti ricostruiti fra loro tessono la storia di un edificio sopravvissuto a secoli di intemperie. Caduto in rovina in epoca medievale e seppellito dalle innumerevoli frane del colle Cidneo, il tempio rivide la luce solamente nel 1823, quando vennero alla luce i resti della struttura, dei colonnati, dei capitelli, dell'unica colonna originaria ancora in piedi e delle tre celle. Nelle aule è possibile ammirare tutt'oggi la pavimentazione originaria in lastre di marmo di Botticino policroma, parti di arredo e sculture. L'aula centrale accoglie la raccolta di epigrafi costruita nel 1830, quando venne inaugurato il primo museo cittadino, il museo Patrio.

Aperto ufficialmente al pubblico nel 2013, il bianco originario s'incastra a pietre rosate aggiunte nel corso dei restauri, portando ad una ricostruzione unica e veritiera di un sito che emana sacralità e potenza, attirando ogni milioni di visitatori da ogni parte del mondo proprio per la sua suggestiva bellezza.

La Vittoria Alata

Ritrovata nel 1826 assieme a sei teste imperiali e a un centinaio di altri reperti, la Vittoria Alata rappresenta oggi il simbolo della città. Capolavoro bronzeo del I secolo d.C., dall'imponente altezza di 194 cm, la statua raffigura una figura femminile alata, scolpita con un'incredibile cura dei singoli dettagli e plasticità nei movimenti. L'emblema è stata oggetto di studio e restauro tra il 2019 e il 2021 dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Oggi la scultura riposa nell'ala est del tempio Capitolium, in una cella allestita appositamente e progettata dall'architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg.

Proprio per la sua unicità e l'impagabile bellezza, moltissime figure illustri della storia ne hanno voluto ammirare il fascino: partendo da Napoleone III, fino ad arrivare ad illustri poeti, come Giosuè Carducci e Gabriele D'Annunzio.

Il teatro romano

Affianco al Capitolium, adagiato sul colle Cidneo, sorge il teatro cittadino. Costruito a partire dal I secolo a.C., di epoca quindi augustea, la costruzione venne ampliata ed arricchita sino al III secolo a.C. L'impianto venne utilizzato fino all'età tardoantica ma il sopraggiungere della crisi imperiale, assieme a fenomeni naturali ne causarono l'inevitabile declino.

Nel corso dei secoli successivi, l'edificio divenne una cava a cielo aperto dal quale attingere per l'utilizzo delle pietre ma lo stato di abbandono, l'incuria e il dilavamento della terra del colle determinarono il suo definitivo interro, fino all'opera di recupero dell'Ottocento. 

A differenza del tempio Capitolino, il teatro è ancora in attesa di riqualifica.

Il santuario repubblicano

Costruito attorno al I secolo a.C., il santuario repubblicano rappresenta un elemento unico nell'Italia settentrionale, con richiami architettonici provenienti dall'Italia centrale, come i ninfei di età sillana e i corinzi pompeiani, probabilmente installati allo scopo di suggellare l'adesione della città di Brixia all'impero romano.

Situato oggi sotto casa Pallaveri, affianco al tempio Capitolino, il complesso è costituito da quattro ampie aule rettangolari, ciascuna con ingresso indipendente e con un porticato di colonne affacciate al decumano cittadino. Innovativo nelle forme e nella ricchezza di decorazioni, splendidi affreschi ammaliano per il loro elevato stato di conservazione, mentre lastre di marmo policromi ne arricchiscono la bellezza, suggerendo ancora una volta la maestranza romana in ambito architettonico e artistico. 

Il sito, individuato per la prima volta nel 1823, è stato oggetto di studio restauro nel 1956, nel 1961 e a partire dagli anni Novanta.

La piazza del foro

Dinanzi al Capitolium, resti del foro romano, fulcro della vita civile, politica e commerciale della città, si presentano a noi oggi frammentati; affianco alla chiesa Barocca di San Zeno al Foro è possibile ammirare i resti ribassati degli antichi porticati, regalando ai visitatori uno scorcio sull'impressionante sul dislivello fra la città romana e quella moderna. 

Dal Foro convergevano anche le principali strade cittadine: il Decumano tagliava la città da Est a Ovest, mentre il Cardo da Nord a Sud. Resti del Decumano sono ben visibili ai piedi del Capitolium e del teatro cittadino. Inoltre, sparsi fra gli scantinati di locali e case della città, non è raro trovare oggi frammenti di costruzioni e strade di epoca romana.

Il corridoio UNESCO

Inaugurato nel 2003, per corridoio UNESCO s'intende una passeggiata monumentale unica e liberamente accessibile di circa un chilometro che collega il sito archeologico al Museo Santa Giulia. La camminata permette ai visitatori di ammirare le storiche architetture monumentali della città, partendo dall'epoca romana, passando per quella medievale fino a quella rinascimentale, in un percorso totalmente immersivo.


La visita del sito archeologico (ad eccezione del foro e del corridoio UNESCO, liberamente accessibili) è possibile solo attraverso l'acquisto del biglietto (singolo o cumulativo con altri musei cittadini) in loco oppure al seguente link di riferimento:

Per il calendario di apertura, mostre ed eventi, è necessario consultare quest'altro link: