Tesori Lombardi: a spasso nella storia di Pavia

05/08/2026

Liguri, Celti ma anche Romani, Longobardi, Franchi, Spagnoli e Austriaci: Pavia, graziosa cittadina nel cuore della Lombardia, conserva fra le sue vie secoli di storia e testimonianze di un vissuto millenario, tutto da scoprire.

Dai Romani ai Longobardi

Capoluogo di una provincia dedita all'agricoltura, nel cuore della Pianura Padana, Pavia è un'antica città situata a sud di Milano. Passeggiare per il suo centro storico è un vero e proprio viaggio nel tempo, data l'influenza diversificata di più civiltà, imperi e domini che lentamente l'hanno costruita e plasmata.

I primi insediamenti nell'area pavese sono riconducibili alle popolazioni dell'antica Gallia transpadana. La città fu fondata ufficialmente dagli antichi romani come castrum militare e porto di scambio commerciale, grazie alla vicinanza al fiume Ticino. Ticinum (il nome originario dell'antica Pavia romana) presenta così la tipica forma a scacchiera. Sotto l'attuale Strada Nuova passava il cardo massimo, nell'asse di Corso Cavour e Corso Mazzini il decumano mentre nell'area dell'odierna Piazza Vittoria sorgeva la piazza del foro.

Con la caduta dell'Impero Romano, Ticinum divenne Papia che sotto il dominio Longobardo la coronò capitale, diventando così un vero e proprio centro politico e culturale di prim'ordine, celebre per il suo Palazzo Reale e le incoronazioni nella Basilica di San Michele Maggiore. Simboli di quest'epoca sono inoltre la cripta della Chiesa di Sant'Eusebio e la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, custode delle spoglie di Sant'Agostino. Continuò ad essere sede regia anche dopo la conquista da parte dei Franchi, guidati da Carlo Magno.

Dall'età Comunale alle Signorie Viscontee e Sforzesche

Dopo il saccheggio degli Avari del 924, la capitale si costituì come Libero Comune ricco di torri gentilizie; nel Medioevo, infatti, Pavia era conosciuta come la "città delle 100 torri", costruite dai nobili e dai signori locali per ostentare la propria ricchezza. Cinque di esse sono ancora integre e sparse per il centro storico: in Piazza Leonardo Da Vinci, oggi è possibile ammirare le tre fantastiche Torri dell'Università (Torre del Marino, Torre dell'Orologio e Torre Fraccaro), in Via Luigi Porta si trovano invece la Torre Belcredi e la Torre di San Dalmazio. Grande testimonianza della bellezza medievale pavese è riportata nei due celebri affreschi di Lanzani nella Basilica di San Teodoro. Nel periodo comunale si vide il passaggio di Federico Barbarossa. Forte era la rivalità con Milano, tanto da proclamarsi roccaforte ghibellina, in pieno conflitto con la città meneghina, guelfa.

Il periodo di massimo prestigio culturale lo visse sotto la conquista del milanese Galeazzo Visconti a partire dal 1359, a cui sono riconducibili la costruzione del Castello Visconteo, l'avvio della Certosa di Pavia e la fondazione dell'Università, uno degli atenei più antichi al mondo. Alla signoria viscontea successe quella degli Sforza.

Il Castello Visconteo, dopo una storia tortuosa, fra battaglie, degrado e restauri, è oggi la sede dei Musei Civici della città, con un percorso che si estende su tre livelli e sale all'interno delle quali sono conservati reperti archeologici di epoca romana, longobarda, romanica e rinascimentale assieme a preziosi affreschi di età viscontea e sforzesca, una Pinacoteca e una sezione dedicata alla scultura.

L'Università di Pavia vede le sue radici risalire fin dal 825, quando l'imperatore Lotario istituì nella città una scuola di diritto e retorica. La fondazione ufficiale dell’ateneo avvenne nel 1361, diventando un centro culturale di primissimo livello durante il dominio visconteo. Tuttavia, è solo grazie alle riforme illuminate di Maria Teresa e Giuseppe II d'Amburgo che l'ateneo visse la sua epoca d'oro, diventando un polo scientifico d'eccellenza con la costruzione dell'attuale sede centrale. Qui hanno studiato e insegnato figure di notevole rilevanza storico-sociale come Alessandro Volta, Lazzaro Spallanzani, Gerolamo Cardamo e Ugo Foscolo. Oggi, l'Università si proclama un polo culturale molto attivo grazie ad un'offerta formativa varia e proficua; un bellissimo Orto Botanico universitario, fatto di serre rigogliose, un arboreto e una collezione di piante rare, si estende in un prestigioso giardino del 1773.

Dalla Battaglia di Pavia al Regno D'Italia

La città fu teatro di uno dei più sanguinosi e decisivi scontri della storia: il 24 febbraio del 1525, le truppe imperiali spagnole, guidate da Carlo V, sconfissero quelle francesi di Francesco I, dando così inizio all'egemonia spagnola caratterizzata da un periodo di declino economico e culturale.

Un cambiamento radicale lo si ebbe solamente sotto il dominio degli Asburgo d'Austria, nel XVIII secolo, che con le loro ricchezze promossero importanti opere di riforma e riqualifica, come quelle realizzate all'ateneo cittadino.

Verso la fine del 1700, con le campagne napoleoniche, la città passò sotto il controllo francese causando una serie di rivolte violente contro il nuovo regime.

Nel 1815, Pavia entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto, sotto il controllo dell'impero austriaco. In questo periodo la città divenne uno dei principali focolai del Risorgimento contro gli austriaci, fino all'annessione al Regno d'Italia (allora Regno di Sardegna) nel 1859 in seguito agli eventi della Seconda guerra d’indipendenza.

E ancora...

Altra caratteristica della città è la presenza di innumerevoli chiese. Oltre alle già citate, si evidenzia il Duomo di Santo Stefano e Santa Maria Assunta, una cattedrale di inizio 1400 con una grande cupola e un reliquiario che si dice contenga una spina della corona di Cristo; proprio accanto alla Cattedrale, è possibile scorgere i resti della torre civica medievale, crollata improvvisamente il 17 marzo 1989. Oggi il luogo ospita un memoriale e una vasca d'acqua in ricordo delle quattro vittime della tragedia.

Infine, ultima, ma non per importanza, perla della cittadina pavese è il Teatro Fraschini, un sfarzoso edificio del '700 con affreschi del Bignami, interni in marmo e pietra in cui vengono tutt'oggi ospitate opere e rappresentazioni teatrali.

Fra le mete attrattive più importanti, oltre a quelle già citate nel corso dell'articolo, si evidenzia il Ponte Coperto, simbolo della città, che con i suoi 200 metri collega il centro città con il Borgo Ticino passando sopra al Fiume omonimo. Al ponte, si lega una curiosa leggenda, risalente all'anno 999. Si narra che nella gelida notte di Natale di quell'anno, gli abitanti del Borgo rimasero bloccati sulla riva destra del fiume Ticino a causa di una fitta nebbia, impedendo il passaggio delle barche. Desiderosi di raggiungere il centro storico per la Messa di mezzanotte, invocarono un miracolo. Un misterioso uomo vestito di rosso, che in realtà era il Diavolo, apparve offrendosi di costruire un solido ponte in una sola notte. In cambio, pretese l'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato. I pavesi accettarono e la mattina seguente trovarono l'intera opera completata. Il Demonio attese sulla soglia per riscuotere il pegno, ma l'Arcangelo Michele (o Gabriele secondo alcune varianti) lo ingannò, spingendo per primo sul ponte un caprone (o un cane, anche qui le versioni sono discordanti). Furioso per essere stato beffato, il Diavolo tentò invano di distruggere il ponte con tempeste e fulmini, lasciando così l'imponente monumento. Al di sotto dell'attuale ponte moderno (distrutto a seguito di un bombardamento il 4 settembre 1944 e poi ricostruito) è possibile scorgere alcune tracce dell'antico ponte romano.

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