La Rocchetta Mattei: l’eclettico castello di illusioni e sogni dell’Appennino bolognese

04/11/2026

La Rocchetta Mattei, tesoro architettonico unico e inimitabile nel cuore degli Appennini bolognesi, è uno splendido castello, espressione del sogno, degli interessi culturali e delle teorie mediche alternative dell'eccentrico conte Cesare Mattei, che in un'unica struttura ha saputo unire, con ingegno e follia, stili architettonici diversi fra loro, spaziando dal Liberty al neomedievale, dal gotico al moresco.

Cesare Mattei e la sua Rocchetta

Cesare Mattei nacque a Bologna nel 1809 in una famiglia agiata. Crebbe a contatto con i personaggi più significativi della sua epoca, partecipando ai salotti culturali più attivi e alla vita politico-militare. Nel 1837 fu tra i 100 fondatori della Cassa di Risparmio di Bologna. Ricevette il titolo di conte nel 1847 da Papa Pio IX. Dopo la morte della madre, sopraggiunta nel 1844, e una serie di delusioni in campo politico, decise di ritirarsi nella tenuta di Vigorso per dedicarsi allo studio della medicina omeopatica. Il conte Mattei, infatti, è conosciuto per aver inventato l'Elettromeopatia, una cura alternativa che riprende i principi dell'Omeopatia. Le sue scoperte riscossero un successo globale.

Nel 1850 acquistò i terreni su cui sorgevano i resti di un antico maniero medievale, la Rocca di Savignano, appartenuta a Matilde di Canossa. Da qui ha inizio la costruzione della Rocchetta Mattei, un lungo processo di lavori diretti personalmente dal conte stesso, in cui l'uomo poté esprimere appieno la propria sensibilità artistico-culturale, portando alla realizzazione di un complesso unico in cui convivono e si sovrappongono fra loro stili opposti: dal neomedievale al neorinascimentale, dal moresco al liberty. Si stabilì definitivamente nella Rocchetta dal 1859, conducendo una vita da signore medievale con tanto di corte; la dimora divenne anche la sua clinica. Negli anni del conte presso la Rocchetta, moltissime famiglie della zona di Riola trovarono lavoro e prosperità, grazie a un periodo di eccezionale sviluppo, dovuto anche alla costruzione della stazione ferroviaria, voluta da Mattei per i suoi pazienti.

Dato il notevole successo e la volontà del conte di dedicarsi esclusivamente allo studio e ai pazienti, Cesare Mattei affidò la gestione finanziaria al nipote Luigi che, a sua volta, causò, all'insaputa dello zio, una grave crisi economica; scoperto l'inganno, il conte diseredò i familiari e si affidò al suo collaboratore Mario Venturoli, adottandolo ufficialmente nel 1888.

Cesare Mattei morì nel 1896 e, secondo le volontà del suo testamento, le sue spoglie trovarono riposo all'interno di un monumentale sepolcro nella cappella della sua Rocchetta. Dopo la sua morte, sia i lavori all'interno del castello sia le sue pratiche curative continuarono sotto la cura del figlio adottivo e dei suoi eredi.

La Rocchetta Mattei venne venduta nel 1959 alla moglie di un commerciante locale che la gestì come attrazione fino agli anni '80, per poi abbandonarla. Solo nel 2005 la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna acquistò il castello, allo scopo di avviare un'importante opera di recupero dell'edificio per ristabilirne il valore artistico e culturale.

La Rocchetta Mattei oggi: percorso di visita, sito e mappa

Nel 2015, dopo un restauro decennale, la Rocchetta Mattei ha riaperto le sue porte al pubblico. La sua apertura è garantita dall'intesa tra la Fondazione Carisbo, proprietaria dell'immobile, e la gestione a carico del Comune di Grizzana Morandi, che ne promuove iniziative di valorizzazione, in collaborazione con l'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese e la Città metropolitana di Bologna.

È possibile visitare la Rocchetta Mattei acquistando e prenotando l'ingresso sul sito ufficiale. Sono disponibili tre tour, tutti attuabili solo alla presenza di una guida che conduce piccoli gruppi. Il primo tour, quello dell'Ala Nobile, permette di ammirare ambienti iconici e stili differenti, dal moresco al Liberty; il secondo, dell'Ala Moresca, consente di scoprire gli appartamenti privati del Conte, adornati da ricche decorazioni arabeggianti. Il terzo tour, quello completo, esteso su più livelli, è l'espressione di un complesso architettonico multi-etnico e di esperienza culturale; scaloni, cortili, sale, stanze, corridoi e cappelle diventano così testimonianza di un processo artistico che unisce gusto personale e raffinatezza.

La visita del tour completo prevede 13 punti iconici, tra i quali:

1- Lo scalone d'ingresso

Il percorso inizia con una scalinata in pietra adornata da statue, come la copia del celebre Grifone di Pisa, che termina all'ingresso della porta principale, fiancheggiata da un'opera cementizia a metà tra un'arpia e un gargoyle. Si arriva così al nobile ingresso in stile moresco, sovrastato da una torre finestrata la cui balaustra è una copia del pulpito "pomposiano" conservato al Louvre di Parigi.

2 - Il Cortile centrale

Due telamoni neomedievali sorreggono l'affascinante androne d'ingresso al cortile centrale, dove è possibile ammirare i differenti stili della Rocchetta e opere uniche, come le mensole in pietra bianca che sorreggono il balconcino della Camera del Papa e il tondo in pietra con l'effigie del condottiero Niccolò Ludovisi; al centro del cortile si trova la fontana, ricavata dal fonte battesimale della chiesa medievale di Verzuno.

3- La Sala dei Novanta

Concepita da Mattei come mausoleo dedicato alla Regina Vittoria, il figlio Venturoli l'ha trasformata in sala da ballo. La stanza deve il suo nome al mito secondo cui il padrone avrebbe voluto festeggiare i suoi novant'anni in questa stanza con ottantanove novantenni. La grande vetrata centrale riporta la data di nascita del conte.

4- La Cappella

Dal vestibolo della Sala dei Novanta, salendo la scalinata e oltrepassando la copia del portale monumentale di Palazzo d'Accursio a Bologna, si accede all'iconica Cappella. Un luogo unico, fra varietà di materiali locali impiegati, mescolanze geometriche, in cui diversi stili architettonici s'intersecano tra loro in un gioco di archi e decorazioni illusorie. Elementi arabo-islamici, che prendono ispirazione dagli archi della Mezquita di Cordova, si scontrano così con altri più tradizionali risalenti all'architettura medievale italiana.

5- Il Giardino Pensile

Uscendo dalla Cappella si accede al Giardino pensile, una scalinata di cemento con balaustre che imitano l'effetto ligneo, da cui è possibile ammirare tutte le strutture che compongono la Rocchetta, oltre a un'eccezionale vista panoramica sulle montagne appenniniche. La scalinata termina in un'area decorata con elementi esotici, il cui ingresso è sorvegliato da due leoni di pietra.

6- Il Cortile dei Leoni

Ispirato al cortile dell'Alhambra di Granada, il Cortile dei Leoni è l'esempio perfetto dello stile moresco. Al centro, una splendida fontana con quattro leoni è circondata da un portico ricco di archi sovrastati da formelle con impresso il logo dei medicinali di Mattei e da un'iscrizione araba che corre sui quattro lati della struttura. Le pareti sotto il portico sono ricoperte di piastrelle sivigliane.

7- La Sala della Musica

Stanza in stile neomedievale decorata in stile Liberty con colonnine adornate da stemmi nobiliari del conte. Questo era il luogo in cui Cesare Mattei e i suoi familiari amavano ascoltare musica. Oggi si può ammirare una vasta selezione e collezione di strumenti musicali.

8- La Tomba di Cesare Mattei

Posata nella loggia al di sopra dell'altare della Cappella si trova la Tomba di Cesare Mattei, un monumento realizzato dalle Ceramiche Minchetti in splendida maiolica con riportati un fregio dal cielo stellato e due iscrizioni che alludono alla grandezza del Creato e dell'Universo; inoltre, sono presenti simboli di fede, eternità e sonno, oltre a decorazioni erbacee ed iscrizioni in latino.

9- La Camera di Mario Venturioli

Piccola stanza con rifiniture in legno affacciata da un lato al Cortile dei Leoni, dall'altro alla parete esterna della Cappella.

10- Sala della Pace

Perfetto esempio dello stile Liberty, la stanza è caratterizzata da uno splendido lampadario in alabastro, da due torricini dai vetri cangianti blu e da tre iscrizioni sopra le architravi riportanti la scritta "Pax"; la tappezzeria di seta alle pareti e le grandi vetrate con i telai sono state al centro di un scrupoloso intervento di restauro.

11- Il Corridoio

Un lungo corridoio con porte in legno originale conduce allo studiolo del Conte e ad una seconda stanza, detta Sala Gialla per via del colore della tappezzeria che riveste le sue pareti.

12- La Sala Rossa

Nonostante la sua struttura moresca, caratterizzata da elementi che richiamano una camera da letto, la sala, tradizionalmente separata da una tenda rossa, veniva utilizzata come studio. Oggi ospita la collezione di strumenti musicali meccanici Marini. I motivi dipinti sulle pareti furono realizzati dagli scenografi di Enrico IV quando la Rocchetta fu il set cinematografico del film di Marco Bellocchio.

13- La Scala Nobile

Discendendo dall'ultimo piano della Rocchetta, si raggiunge un'ampia scala a chiocciola caratterizzata da due cromie che si rincorrono sulla parete circolare e sulla colonna; questo crea un effetto ottico che fa sembrare due scale speculari anziché una. L'uscita dà sul Cortile Centrale, concludendo così il percorso di visita.

È possibile raggiungere la Rocchetta Mattei percorrendo la SP62 Riola - Savignano. L'immensa struttura si erge nel comune di Grazzana Morandi. Il parcheggio si trova a monte del castello.

Per prenotazioni e orari, consultate il sito https://www.rocchetta-mattei.it/

La Scola - il borgo perduto a pochi minuti dalla Rocchetta

A soli 8 chilometri dalla Rocchetta Mattei, merita una breve visita anche l'antico borgo medioevale La Scola. Il borgo, sviluppatosi tra il 1300 e la metà del 1600, è caratterizzato da case-torri in pietra arenaria, passaggi ad arco e corti interne ricche di colorati fiori.

Il suo nome deriva dal longobardo "Skulk" e significa letteralmente "posto di guardia e di vedetta"; questo perché, data la sua posizione strategica, serviva sia come avamposto di protezione al vicino complesso monastico di Montovolo, sia come prezioso presidio militare, posto sulla linea di confine tra l'impero bizantino di Ravenna e i territori longobardi.

Oggi rimangono da ammirare la graziosa chiesetta dell'Oratorio di San Pietro, datata 1616, e il Cipresso Monumentale, un imponente monumento naturale vivente alto più di 25 metri, con un'età stimata di 700 anni.

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