Il Sacro Bosco di Bomarzo: un labirinto di mistero, magia ed arte nelle falde del Monte Cimino
A Bomarzo, borgo laziale a pochi chilometri da Viterbo, sorge il Sacro Bosco, o Parco dei Mostri, un luogo unico dove cultura e misticismo s’intrecciano in un affascinante labirinto di illusioni, storia e natura.
Il parco: cenni storici e caratteristiche
Verso la metà del quindicesimo secolo, attorno al 1552, Pier Francesco Orsini, detto anche Vicino, signore di Bomarzo, realizzò, assieme all'architetto napoletano Pirro Ligurio un boschetto eccentrico, ricco di opere ambigue e particolari intagliate nella pietra.
Questo parco si discosta dai classici canoni architettonici-naturalistici dei giardini tipici del cinquecento, caratterizzati da razionalità geometrica e prospettica. I terrazzamenti ornamentali con fontane, giochi d'acqua e sculture classiciste lasciano qui il posto a un luogo bizzarro, dove proporzioni e prospettiva giocano fra loro in un rapporto sconcertante, dominato da statue scolpite direttamente in massi di peperino affioranti dal terreno.
Elementi giganteschi, strutture irrazionali, creature minacciose, oniriche e mitologiche, il tutto è in netta contraddizione rispetto al contesto naturale. Mostri, draghi, dei ed animali, assieme a templi funerari, case pendenti, obelischi e strambe fontane creano un mondo illogico fatto da allusioni ed illusioni irrazionali. Un labirinto di simboli in cui perdersi è molto facile e che tutt'oggi nessuno è ancora riuscito a decifrare.
Il Sacro Bosco, o Giardino dei Mostri, rimane quindi ancora oggi un enigma irrisolto, un luogo intriso di fascino e mistero in cui il surrealismo della magia incontra la fantasia della letteratura e la concretezza dell'arte, diventando un posto unico in cui sognare ad occhi aperti.
Numerosi sono gli artisti e i letterati che hanno trovato nel Sacro Bosco la loro ispirazione. Tra di essi, troviamo Annibal Caro e Giuseppe Betussi, ma anche Claude Lorrain, Johann Wolfgang von Goethe, Salvador Dalì, Mario Praz e Maurizio Calvesi.
Dopo la morte di Vicino Orsini, il parco cadde in uno stato di completo abbandono; venne recuperato solamente nel 1960 dalla famiglia Bettini che ne attuò una straordinaria opera di restaurazione, riportando questo magnifico parco al suo splendore originale.
Oggi, il Sacro Bosco è considerato un complesso monumentale del Millecinquecento, tutelato dalla Carta di Firenze elaborata nel 1981 dal Comitato Internazionale dei Giardini e Siti Storici; per questo motivo, essendo considerato un bene ad interesse storico e artistico, è sottoposto a regime giuridico che ne prevede il divieto di distruggerlo o danneggiarlo.

La botanica
Presso il parco, è possibile incontrare una serie di specie botaniche, trattate secondo criteri ecologici che rispettino l'integrità e il benessere di ogni singola pianta.
Ecco la lista della flora presenti; è fondamentale che ogni visitatore la rispetti.




