I Am, l'autonomia di uno scheletro di Sara Tramonte

23/09/2026

Autrice

Aras Bauta — alter ego di Sara Tramonte, classe 1994 — è appassionata di scrittura fin dalla tenera età, ma anche di lettura, filosofia e videogame; passioni che riescono a intersecarsi e influenzarsi tra loro creando una radice sfaccettata e sfumata. Ama creare le sue contorte fantasie e donare loro un luogo, un aspetto, una sostanza che sia quanto più meritevole possibile. Ha un debole per il dualismo e spesso sospetta di vedere il mondo in chiaroscuro, un mondo inondato dalla pece. Predilige affrontare temi introspettivi, vasti e stretti come la psiche umana, senza preoccuparsi dei margini; contornarsi di personaggi ambigui, corposi, tenaci nel perseguitarla per venire alla luce nell'esatto modo da loro richiesto; atmosfere oniriche, oscure, misteriose e ingannevoli quanto basta per essere sinceri ai bordi del teatro in maschera; stile ibrido, che cerca un connubio tra prosa e poesia senza curarsi di essere coerente nel suo avvenire. Fortemente dionisiaca, legata a doppio filo alla notte e alla sorgività dagli abissi.

Mossa dall'esigenza di andare oltre il mero nome, Sara ha pubblicato nel 2020 il primo passo verso la sua identità di inchiostro: un romanzo di formazione sperimentale e dallo stile surreale, "I Am, l'autonomia di uno scheletro", pensato per tutti coloro che si sentono inadeguati e che hanno voglia di cimentarsi con un'interpretazione libera che non si esaurisce nella prima lettura. Se vuoi conoscerla meglio come anima di china, e dedita al dubbio, è presente sui social per chiacchiere friabili, riflessioni disparate e questioni esistenziali come Aras Bauta.

Trama

Un viaggio tra strada e parco, casa e bar, alla ricerca di una risposta che valga abbastanza da saziare la domanda. Tra inadeguatezza e un esser schivi verso la società e il proprio animo, il Personaggione abituato alla sua apatia, nella sua casa svuotata da frivolezze e addobbi, pone all'esterno il mondo, chiudendosi a riccio. Sarà l'aver dimenticato le chiavi a casa, l'ostacolo che lo obbligherà a reagire?

Recensione

I Am: una risposta o una domanda. Sara rapisce un pensiero, lo cattura nell'attimo in cui emerge, lo stritola, lo strattona, lo rielabora e lo interpreta, traducendo per i suoi lettori l'insidia nascosta dietro, dentro e attorno al suo significato. I Am, l'autonomia di uno scheletro non è un semplice libro: è un viaggio nell'introspezione di un animo turbato e turbolento, incompreso e incomprensibile, rotto e maltrattato, da sé o dal mondo, da sé e dal mondo. Uno scheletro spellato dalla vita, ridotto all'osso delle emozioni e privato del piacere del tatto, divenuto sordo al brusio del mondo e cieco davanti all'oblio dell'oscurità.

Con umorismo tagliente, la narrazione segue i pensieri (ir)razionali(?) del Protagonista. La P maiuscola non è casuale: il personaggio infatti non viene mai presentato come una persona dal nome e cognome definiti, bensì come un flusso di coscienza ubriaco di dannazione ed autocommiserazione. Dialoghi sconnessi dalla realtà che trovano nella caos di una mente confusa e ruminante l'intreccio perfetto per costruire un discorso che, alla fine, si mostra al lettore straordinariamente e sorprendentemente lucido e coerente.

Profonda è l'analisi sulla depressione, un lento veleno che scorre silenzioso nelle vene dell'animo, irrorando la ragione di false convinzioni e fredda ipocrisia. Un cataclisma che travolge e trascina nel burrone del pessimismo, prigione di dolore che corrompe il tempo, maledice i ricordi e distrugge rapporti. Volontà divorata dall'abitudine, la monotonia come rifugio, limbo tra il sonno e la veglia, una linea sottile che segna il confine al limite dell'irrecuperabile, come quello fra la vita e la morte, il bene e il male, fra l'essere umano e uno spettro.

Un'identità inseguita ma mai cercata davvero, schiava di desideri rimasti solo pensiero, sentimenti impietriti dalla durezza della solitudine e dal masochismo che trovano espressione nella rassegnazione e nella violenza, una virgola che non è mai riuscita a diventare punto nel meschino discorso della vita, in una società che è specchio di apparenza e riflesso di solitudine.

Il Protagonista non è il solo personaggio del testo: la madre, il padre, il Pirla e la Barbie accompagnano il Protagonista nel suo viaggio dannato e il lettore in un percorso conoscitivo ed esplorativo, caratterizzato da attimi di svolta che fungono da salvagente nell'oceano di frustrazione, dove gli imprevisti diventano talvolta occasionali fasci di luce capaci di sfiorare l'anima, senza farla sanguinare ma mostrandone comunque le ferite. Personaggi che spingono il Protagonista verso la superficie della lucidità, tra vittorie e sconfitte, luce ed ombra, in un equilibrio precario, combattuto dal passato e dal presente.

Cocci del suo vissuto si ricostruiscono man mano come un puzzle dai pezzi apparentemente tutti uguali ma dai bordi confusi; emergono così cause ed effetti, rapporti falliti, fobie e orgoglio, timore degli errori commessi, da sé, ma soprattutto dagli altri, e un timido desiderio di felicità che teme di affiorare ed affermarsi. Il viaggio si evolve, muta avvolto nella complessità di domande esistenziali che scavano sempre più nel profondo. E se perdere le chiavi della propria prigionia diventasse l'occasione per affrontare la propria codardia? Si intravede una possibilità, nella nebbia di enigmi, un cubo di Rubik che allude allo scatto del gioco finale. La risposta al conflitto è solo una domanda: chi sei? Sara risponde: sono chi non sono, non sono chi sono. E quindi, chi sei? I Am.

Panoramica del libro

Data di uscita: 24/08/2020

Genere: Narrativa introspettiva

Editore: Independently published

ISBN: 979-8678787002

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